Parco Dell’Etna

“L’Etna tuona con spaventose rovine; a volte erutta sino al cielo una nube nera, spire di fumo e di cenere ardente, leva globi di fiamme a lambire le stelle; a volte scaglia macigni, strappando via di slancio le viscere del monte, travolgendo nell’aria con un gemito rocce liquefatte, bollendo nel fondo il cuore” [Virgilio ]
In uno spettacolare scenario di colori, profumi, boschi e antiche masserie, nascoste tra le pieghe dei monti, nasce il “Parco dell’Etna”, primo parco regionale della Sicilia con una superficie di 59.000 ettari comprendenti il territorio di ben 20 comuni pedemontani.
Lambito a est dalle acque del mar Ionio, a sud dalla Piana di Catania, ad ovest e nord dai contrafforti dei monti Nebrodi, il parco sorprende non soltanto per la grandiosità delle eruzioni e delle colate di lava incandescente del vulcano attivo più alto d’Europa, l’Etna, ma anche per il paesaggio incantevole, dove il territorio si armonizza con una vegetazione conservata nella sua integrità.
Le pendici di lava regalano infatti isole di alberi di faggio, angoli di paradiso tra boschi di pino laricio, di castagni, querce e betulle circondati da una fauna di rara bellezza.
Percorrendo i sentieri, l’escursionista potrà osservare il volo imponente dell’Aquila Reale, del Satiro del Faggio, una farfalla che si mimetizza fra i tronchi degli alberi, lo Sparviero, la Poiana e altri esemplari faunistici come la donnola, il ghiro, la volpe, gli aironi, il gufo, il barbagianni, l’assiolo, il gatto, l’istrice e i colombi selvatici.
Oltre a deliziarsi dello spettacolo floro-faunistico, l’Etna sorprende per la sua maestosità e rara bellezza. Il suo cono vulcanico è alto circa 3300 metri s.l.m., ma tale quota subisce continue variazioni dovute all’accumularsi di materiale vulcanico delle frequenti esplosioni.
Ai suoi piedi altri monti e coni avventizi originatesi durante le eruzioni e oltre 200 grotte di scorrimento lavico, in passato usate come luoghi sacri e di sepoltura, sono importanti punti di interesse e mete di numerosi percorsi naturalistici.
Lungo il versante nord ovest ,si affaccia Bronte, su un meraviglioso paesaggio di lave cordate, la più famosa delle quali del 1651. Da qui, percorrendo le strade in tradizionale basolato lavico, si arriva alla “Casermetta di Piano dei Grilli o Piano delle Ginestre” , un punto di partenza per raggiungere i meravigliosi boschi dell’Etna, passando tra i terreni colonizzati dalle ginestre. Immergendosi in essi e addentrandosi tra i boschi fitti di lecci e roverelle si scorgono Monte Tre Frati, Monte Peloso fino a “ Monte Ruvolo”, un coneto a due cime con un incantevole rifugio dal quale è possibile ammirare le colate laviche del 1651, 1747 e del 1843.
Spingendosi più a nord si incontra il “Piano dei Dammusi”, le cui suggestive lave hawaiiane si sono originate dalla più grande eruzione dell’Etna mai registrata, eruzione che durò ben 10 anni dal 1614-24; e la “Grotta del Gelo” con una caratteristica volta ad arco in pietra lavica e una temperatura al suo interno che persino nei mesi estivi non supera i -6 °C, causando la presenza di ghiaccio perenne, tanto che nel passato era l’unica fonte di refrigerio.
Sul versante est, un angolo di verde che ha origini mitologiche: il “Castagno dei Cento Cavalli”. Si narra che la regina Giovanna d’Angiò, insieme al seguito dei suoi cento cavalli, abbia trovato qui riparo sotto le ampie fronde di questo castagno che è considerato uno dei più antichi e grandi alberi esistenti sulla terra.
Proseguendo sul versante est e avvicinandosi al vulcano si raggiunge una delle zone più suggestive e più conosciuta: la “Valle del Bove”, antica caldera e profonda incisione con pareti alte fino a 1.000 metri, che rappresenta quanto resta dell’antico vulcano estinto detto “Trifoglietto.”
Ma Parco dell’Etna non è solo sinonimo di bellezze naturalistiche. Le particolari caratteristiche del suolo e il microclima del comprensorio etneo danno vita infatti a suggestive distese di vitigni di Nerello e Carricante, dai quali si producono Etna DOC che incontrano sempre di più il gusto degli intenditori e consumatori a livello internazionale.
Nel versante nord-ovest del vulcano, dai 400 agli 800 metri di altitudine e in particolare in territorio di Bronte e Maletto, prosperano rispettivamente i Pistacchi e le Fragole, unici per il loro sapore e colore dovuti alla tipicità del territorio e del suolo.
La maestosità del Vulcano, i sentieri, gli irripetibili panorami, i prodotti tipici, i centri storici dei suoi comuni, la mutevolezza in sintonia con le stagioni, rendono il Parco dell’Etna, un’accattivante mete per tutti i viaggiatori, gli amanti della natura, dell’enogastronomia e degli sport all’aria aperta.